giovedì 31 gennaio 2019

cos'è la meditazione?



Dhyana è la meditazione. In questo stadio si libera la mente fino alla sua totale espansione. Come si raggiunge? E qua si deve dare una spiegazione completa dello yoga, partendo dal principio delle otto tappe evolutive che l' aṣṭāṅgayoga comprende (nel ns mondo occidentale si pensa che fare dei movimenti molto energici si stia praticando aṣṭāṅga
yoga, quanta ignoranza - nel senso di non sapere, o voluta intenzione di semplificare un percorso complesso di crescita interna rendendolo più commerciale possibile).
Dopo anni di pratica e cambio di stile di vita posso dire che comincio adesso a capire il vero significato dello yoga.
Posso affermare che lo yoga non consiste in semplici esercizi che si fanno sporadicamente andando in palestra una volta, due, alla settimana. Quella è ginnastica, che sia chiaro! Anche se viene spiegata bene, eseguita altretanto bene, rimane ginnastica e null'altro. E' ultile per un inizio ma non è la fine di un percorso meraviglioso che solo in pochi hanno la possibilità di abbracciare in questa vita.
Per rendere ancora più chiaro il percorso che lo yoga propone partiamo passo passo a scoprire teoreticamente questa bellissima e unica, nel mio umile parere,  disciplina di vita.
Ricopio da testi ed insegnamenti dei miei Maestri (Gopalakrishna ex insegnate di Vedaguru e di Sri Unniraman fondatore di Patanjali Yoga Research Center Calicut Kerala, e Amadio Bianchi Italia) gli stadi dello yoga
Si chiama aṣṭāṅga perché sono otto (aṣṭá = 8 in Sanscrito) e non perché sono movimenti dinamici. Ribadisco il concetto perché ritengo che l'uso improprio delle parole crea confusione e ignoranza, due aspetti della nostra vita che non portano  a quello che lo yoga insegna; serenità e conoscenza.

Per renderlo più comprensibile parto dall'ultimo stadio:
8. Samādhi, la supercoscienza. Il raggiungimento del nirvana, comprensione dei principi universali, la consapevolezza, la saggezza, la fusione con il divino. 
7.  Dhyāna è la meditazione. Si libera la mente di ogni pensiero, la calma piatta di un lago in assenza di vento e movimento delle sue acque.
6.  Dhāraṇā   è la concentrazione, l'affinamento delle tecniche che portano a ridurre l'attività mentale. E' il controllo della mente la sua focalizzazione in un solo punto.
5.  Pratyāhāra è il distacco del materiale. Isolamento dei sensi, rivolti all'interno che porta  chi pratica a contemplare direttamente la sua vera essenza.
4.  Prāṇāyāma, controllo delle energie vitali attraverso il respiro, la presa di coscienza dell'atto respiratorio come scambio tra il sè e il mondo esteriore, fino al raggiungimento della fusione con il cosmo, apro parantesi; da fare sempre sotto osservazione di un Maestro o praticante serio. Può portare a problemi seri se viene fatto da sè, imitando video, seguendo indicazioni di libri o persone che non sono veri Maestri. Il risveglio della Kundalini, parlo per esperienza propria, non deve assolutamente essere indotto accelerando tempi e modalità forzate di respirazione e nemmeno ricercato da coloro che sono atratti dal "miracolo". Se avviene in modo naturale, dopo aver praticato con conoscenza di causa, porta a un livello superiore di coscienza e questo accade soltanto se la pratica è a giusta misura del praticante oltre che eseguita nel modo corretto. Ho conosciuto persone che hanno "forzato" e sono rimaste per parecchio tempo con grossi disturbi fisici e mentali, alcuni in coma per anni.
3. Asana, particolari posture che vanno eseguite dopo il riscaldamento e pratica di movimenti di stretching dinamico e non.  Gli asana vanno tenuti a lungo rispettando i limiti e le possibilità personali. Favoriscono la concentrazione delle energie vitali all'interno dell'organismo attivando i centri focali relativi agli organi, I Chakra. D'altro canto le trazioni muscolari inviano catene di impulsi alle cellule cerebrali rinforzandole.
Attraverso gli asana il praticante impara a conoscere la propria potenzialità e i propri limiti. Potrà, col tempo e la pratica, intervenire fino a poter modificare i propri  meccanismi fisiologici e sperimentare le varie forme dell'essere e del divenire (sono ispirate dal mondo vegetale, animale, umano e divino).

2.  Niyama , i principi di condotta morali nei confronti di se stessi;
śauca , essere puri. Purezza nel corpo,  pensieri e azioni (importante l'aspetto alimentare e l'igiene personale).
saṃtoṣa , appagamento. Accontentarsi di quello che si ha. Atteggiamento di serenità ed equilibrio.
tapas , regola morale. Essere austeri con se stessi, raggiungere la liberazione dal bisogno materiale. Tapas è l'espansione della forza che i praticanti trovano in loro stessi.
svādhyāya , autoanalisi e studio di testi che favoriscono e sviluppano questa ricerca interiore. Recita e studio dei Mantra, le formule sacre che portano a stadi superiori di coscienza. Sviluppo del'umiltà e del desiderio di apprendere.
īśvarapraṇidhāna , fissare un modello divino interiore a cui ispirarsi e seguire il suo raggiungimento.

1. Yama,  astensioni che indicano la condotta morale nei confronti degli altri;
- ahiṃsā , la non violenza. L'odio e la paura base della violenza, aspetti dalla personalità che vanno controllate fino alla loro eliminazione totale dal nostro atteggiamento
satya , amore per la verità, non essere falso.
asteya, non appropriarsi di beni altrui.
aparigraha , saper donare, essere generosi e condividere i nostri beni con gli altri.
-  brahmacarya , equilibrio nella vita sessuale. Può trasformarsi in castità in ambiti rigorosi o per scelta propria.

Dopo aver esaudito gli 8 step da seguire dal basso in alto (cioè da 1 a 8) spero che sia chiaro a cosa si va incontro volendo abbracciare la vera strada e lo stile di vita che lo yoga insegna e invita a percorrere. Andare in palestra a fare ginnastica può essere l'inizio, come ho fatto 11 anni fa andando a fare Pilates e stretching perchè sentivo che ne avevo bisogno. 
La strada è lunga, al principio anche dolorosa, fatta di disciplina e forte motivazione personale. Diventa uno stile di vita che non sempre viene apprezzato e condiviso nella propria famiglia e nella cerchia di conoscenti, anzi ci sarà chi vi considera abbastanza matti da consultare lo psicologo.
Va vissuta in silenzio, senza fare troppo tam-tam, evitando più possible situazioni di conflitto ed imbarazzo quando non ci sia comprensione verso il cambiamento. Evitare la presunzione ricordando sempre da dove siamo partiti, da una situazione  di "normalità" intesa come larga accettazione sociale del nostro stile occidentale di vita.
Posso soltanto dire praticate, la voglia di cambiamento sarà la vostra forza.
Spero di aver fatto un pò di chiarezza in questo momento di strumentalizazzione e commmercializazzione sfrenata, che oggi giorno lega la parola yoga alla nostra vita. 
Momenti frenetici che la nostra essenza vuole contrastare per la sua sopravvivenza. 
Namastè

Grazie a Gabriella Cella Al- Chamali cui libro "Il grande libro dello yoga" è stato il mio ABC verso questa disciplina. 
Grazie a i miei Maestri sopracitati, che hanno avuto e hanno un ruolo fondamentale nell'insegnamento e  sostegno di cui un allievo, un discepolo ha continuamente bisogno.




mercoledì 21 novembre 2018

L'aglio e le micosi

L’aglio è forse il più noto ed antico trattamento naturale contro le micosi. Possiede infatti potenti proprietà antibatteriche, antimicotiche ed antiparassitarie. Quando si usa l’aglio come rimedio antimicotico, i bulbi possono essere utilizzati appena schiacciati ed applicati sulle zone interessate con un impacco caldo, o in alternativa facendo un infuso di aglio ed olio, ed applicandolo localmente nelle zone colpite, fasciando il tutto con una garza sterile e lasciando agire per almeno una decina di minuti.
L’aglio si utilizza anche per la cura della candida vaginale: può essere utilizzato localmente introducendo uno spicchio in vagina o assunto oralmente se riuscite a sopportarne il sapore, ed è anche un’ottimo alleato contro il colesterolo.
Cure naturali contro i funghi della pelle: I rimedi più utilizzati nella risoluzione di tali infezioni si basano sull’impiego di erbe officinali: melaleuca alternifolia (con cui si produce il tea tree oil): è un potente antimicotico, anche in caso di fungo dell’unghia del piede (estremamente difficile da debellare). Il dosaggio consigliato è di due o tre applicazioni al giorno sui piedi asciutti per 7-10 giorni. Se il prodotto risultasse irritante sulla cute, diluirlo nella stessa quantità di olio vegetale; in caso di reazione allergica, interromperne l’utilizzo;
l’aglio: riesce ad uccidere molti microbi, tra cui anche i funghi della pelle. Si può utilizzare diluito nell’olio e applicato direttamente sulla pelle (rimuovere dopo un’ora). Si utilizza anche come infuso preparato con aglio, olio e 4 chiodi di garofano schiacciati, applicandolo sulla pelle per due o tre volte al giorno (dopo la preparazione, lasciarlo riposare a temperatura ambiente per tre giorni, poi filtrare; va conservato in frigorifero fino ad un massimo di 6 mesi). Per le infezioni più ostinate, può essere anche preso per via orale, da uno a due spicchi d’aglio crudo tritato e mescolato nel cibo, ovvero tre capsule da 500 a 600 mg algiorno;
l’estratto di semi di pompelmo: l’estratto viene prodotto con l’utilizzo dei semi, della polpa e dell’interno della scorza di pompelmo ed è molto efficace nella cura di molti tipi DI funghi inclusi quelli della pelle. Applicare il liquido sulla pelle per tre volte al giorno fintanto che l’infezione non viene bloccata, poi due volte al giorno per un’altra settimana;
la cannella e i chiodi di garofano: entrambe le erbe sono efficaci nella cura delle infezioni micotiche della pelle. Si utilizzano per tamponare l’eruzione cutanea per tre volte al giorno se preparate come olii essenziali nel modo seguente: mescolare 1/8 di cucchiaino di olio essenziale con ¼ di cucchiaino di olio vegetale ad es. di mandorla, di oliva, o di sesamo. Attenzione: prima provare ad applicare il composto su una piccola parte di pelle non affetta da infezione; in caso di irritazione non utilizzare sull’eruzione. Non assumere questi olii per via orale;
l’olio essenziale di geranio: l’olio essenziale di questo fiore è sia antimicotico, sia anti infiammatorio, con alleviamento dal prurito. Nelle persone adulte è possibile l’utilizzo anche in forma non diluita. Applicare per due o tre volte al giorno fino a totale scomparsa dell’infezione; non utilizzare per via orale;

domenica 16 settembre 2018

NUTRIRSI E NON RIEMPERSI


SIAMO ARRIVATI A CAPIRE CHE L'INDUSTRIA ALIMENTARE MODERNA CON L'USO DI ADDITIVI, CONSERVANTI, COLORANTI, INSAPORITORI, FERTILIZZANTI, GLIFOSATI,  E CHI NE HA PIU' NE METTA, OFFRE CIBI CHE HANNO ALTERATO IL NOSTRO MODO DI NUTRIRCI.

"Perche` dunque mangiare come ai tempi d’oggi? Per essere conformi alla societa`, per imitare la gran parte degli esseri che ci circondano. Dobbiamo dunque legare la nostra sorte a quella degli altri? Se questa societa` e` corrotta e con il suo modo di alimentarsi viene colpita da molte malattie, dolore, infermita` e morte prematura od improvvisa, perche` dobbiamo imitarla e raccogliere i suoi stessi frutti? Siamo dunque noi degli esseri liberi decisi ad acquistare felicita` e sicurezza, o siamo delle pecorelle che si lasciano condurre con il gregge alla perdizione? Queste righe sono scritte per gli uomini veri, decisi a lottare contro il male. Dobbiamo scatenare una rivoluzione contro i nostri vizi personali e combattere senza tregua le vecchie abitudini dannose. Il vero nemico sta nell’interno di noi stessi: lottare contro se stessi per sbarazzarsi di ogni male: ecco la vera battaglia che salva l’essere ed aiuta il mondo; ogni altro tentativo e` vano."
testo sopra tratto dal libro COME ALIMENTARSI PER ACQUISTARE SALUTE

IL NOSTRO SISTEMA VIENE DOTATO DA TUTTI I MECCANISMI NECESSARI PER VIVERE UNA VITA IN SALUTE, STA A NOI MANTENERE IL SISTEMA IN OTTIME CONDIZIONI DI FUNZIONAMENTO.
COME? SI PARTE DALLA TAVOLA.
CIBI SANI, SEMPLICI E BILANCIATI,  CUCINATI AL MOMENTO APPORTERANNO L'ENERGIA ED IL NUTRIMENTO NECESSARIO PER SVOLGERE AL MEGLIO LA NS VITA.

venerdì 14 settembre 2018

Ansia ed Intestino

Dopo la scoperta nel 2015 di essere ipotiroidea mi sono decicata a capire il funzionamento ed il ruolo dei batteri nel nostro intestino. Ecco a voi un interessante articolo che mi conferma quello che ho scoperto su me stessa, equilibrando la flora batterica, con la GIUSTA AlIMENTAZIONE e probiotici mirati, non solo si elimina l'ansia ma si diventa molto più sereni ed equilibrati. Migliora il sonno e tutte le funzioni metabliche del nostro sistema, sistema immunitario compreso.

articolo di Sara Pero

 

"I batteri dell'intestino che ci fanno andare in ansia

C'è un collegamento tra il microbiota e le regioni cerebrali dove hanno origine molte emozioni. Mettere in equilibrio i batteri che abitano il nostro organismo potrebbe essere la chiave per curarle
RICEVERE un microbioma sano per curare l'ansia: potrebbe essere questa una delle prossime sfide della ricerca, perché per la prima volta si è visto che alcune regioni del nostro cervello, in particolare quelle legate alle emozioni, sono controllate dal microbiota intestinale – quell'insieme di microrganismi presenti nel nostro organismo - attraverso l'intervento di una classe di molecole biologiche, i miRna. È questa la chiave di volta dello studio pubblicato su Microbiome e condotto dai ricercatori dell'APC Microbiome Institute dell'University College Cork in Irlanda. Perché se finora era stato dimostrato un dialogo tra il cervello 'emotivo' e il microbiota, adesso i ricercatori irlandesi hanno trovato una connessione tangibile tra queste due entità: la molecola di Rna. "I microbi presenti nell’intestino – dichiara Gerard Clarke, uno degli autori dello studio - sembrano influenzare i miRna al livello dell’amigdala e della corteccia pre-frontale, regioni del sistema nervoso centrale che sono fortemente implicate nell’ansia e nella depressione". I risultati. Non siamo di certo di fronte a un assedio bellico da parte di questi microrganismi ma piuttosto di fronte alla prima evidenza scientifica che potrebbe iniziare a far luce sulle modalità con le quali agisce questa comunità ecologica che fin dalla nascita inizia a colonizzare il nostro corpo. Confrontando i miRna presenti nelle due regioni cerebrali (amigdala e corteccia pre-frontale) in topi normali e topi germ-free – cresciuti in condizioni di sterilità -, il team di ricerca ha individuato delle differenze nei tipi di miRna contenuti in questi due gruppi: 103 miRna differenti nell'amigdala e 31 miRna differenti nella corteccia pre-frontale. A comprovare e legittimare le differenze riscontrate ci sono poi da un lato il fatto che addizionando i microbi normalmente presenti nei topi in quelli germ-free, il profilo dei miRna di questo gruppo era simile a quello dei topi normali e poi il test di conferma opposto: il depauperimento del microbiota intestinale in topi normali, ottenuto in seguito al trattamento con opportuni antibiotici, ha modificato i livelli di miRna nelle due regioni cerebrali in modo simile ai topi germ-free. Nuovi paradigmi terapeutici. Quello che hanno di promettente questi risultati riguarda non solo la sempre più reale possibilità di ‘decifrare’ il modus operandi di questi microrganismi, che peraltro rappresentano la maggior parte del materiale genetico contenuto nel nostro organismo, ma soprattutto un’alternativa alle canoniche strategie terapeutiche utilizzate
per curare l’ansia: invece di puntare direttamente all’eliminazione di alcuni miRna presenti nel cervello, “la cura potrebbe essere mirata al microbioma intestinale” spiega Clarke, così da ottenere lo stesso risultato desiderato, in maniera più semplice."
Articolo di Sara Pero
STUDIO SU: https://microbiomejournal.biomedcentral.com/articles/10.1186/s40168-017-0321-3

martedì 7 novembre 2017

Cibo leggero ed allegro salute assicurata

È da un po' che non condivido alcuna riflessione sul cibo, tema che mi sta molto a cuore.
Mangiare leggero, completo di sostanze e in allegria aiuta a rimanere nello stato di benessere che promuove la salute.
Sento troppo spesso dire "non ho tempo, sono di corsa, come faccio???"...ci vuole un po' di organizzazione e buona volontà per preparare un piatto ricco e colorato, ma è lo stesso tempo che si impiega a cucinare un piatto di pasta.
La pasta è buonissima e facile da digerire, ma spesso si mangia solo quella perché è veloce e riempie...ma le altre sostanze di cui il nostro corpo ha bisogno come si assumono? Basta un piatto di pasta e via? No, sinceramente no.
Le fibre e le proteine sono importanti per un giusto equilibrio metabolico che ci eviterà disturbi futuri. Perciò in mezz'ora si può combinare un piatto come nella foto: ricotta, spinaci, sedano verde o finocchio fresco, melanzane o zucchine alla griglia, barbabietola etc (le verdure di stagione sono sempre meglio). Invece del pane si abbina del riso basmati in bianco saltato con curcuma e pepe: risulterà un piatto ricco ed allegro che gioisci appena lo vedi.
Introducendo le sostanze di cui il corpo ha bisogno si evitano tanti guai....buon appetito!
Ah, e non mangiate se siete arrabbiati o tristi!!

lunedì 6 novembre 2017

Gayatri Mantra strumento potente per la mente

È ormai noto quanto sia forte in me il richiamo per la cultura antica dell’India. Alla fine di
ogni mio viaggio in quella terra, sono sempre tornata a casa con nuovi spunti da
condividere e sui quali lavorare e riflettere.
Questo 2017 (iniziato proprio con un viaggio di 30 giorni nell’India di Salgari e dove tornerò per tutto il mese di gennaio del 2018) è stato pregno di tali esperienze: uno di quegli anni in cui si pratica, si sperimenta e si osserva
quello che sta succedendo dentro e fuori di me e delle attività del Laboratorio Ayurveda
Benessere, fondato insieme a mio marito Davide Lupo Paraluppi, cantante e musicista.
I mantra sono diventati per me oggetto di studio e di pratica, vissuti in prima persona da più
di due anni. Per chi non sapesse cosa sia un mantra, pensate ad una pratica
meditativa e religiosa, una specie di "Rosario cantato" (per darne una definizione
accessibile a tutti). Gli stessi suoni del mantra vanno cantanti per 108 volte, se si vuole
seguirne il canone tradizionale e ottenere un effetto anche spirituale, oltre che di benessere immediato.
In India cantano Mantra sempre e ovunque, nei templi, alle festività, nelle case, durante i riti, o durante i lavori di preparazione dei cibi, dei medicinali e delle erbe che serviranno per il trattamento di qualcuno (o anche di se stessi).
Ci sono Mantra per tante occasioni. Hanno un potere unico quando vengono cantati in
coro, l’effetto sul nostro corpo ma soprattutto sul nostro stato emotivo è immediato.
Cantando da sola il Gayatri Mantra (che è da molti considerato il più sacro dei mantra, e
che deve il suo nome alla sua metrica: è composto da un metro di ventiquattro sillabe suddivise in tre versi da otto sillabe ciascuno) ho migliorato molto la mia condizione di salute
e benessere.
Mi sono chiesta: ma perché sono così potenti? Come mai i disturbi fisici ( malesseri legati alla digestione, dolorini vari, mal di testa, etc)  e mentali ( ansia, paura, tristezza ed irrequietezza, insonnia, agitazione e nervosismo) scompaiono quando il corpo vibra con i suoni del Mantra?

Da questo esperimento nasce la collaborazione con la Scuola di Musica Tenzi di Varese.
La Scuola Tenzi nasce a Milano nel lontano 1948 dal fondatore Massimo Tenzi, e si è
sempre occupata dell'insegnamento del canto e dei principali strumenti musicali e ad
indirizzo amatoriale e professionale. La sezione di Varese, (dove si sono formati vari
musicisti professionali noti nell’ambito musicale) esiste dai primi anni 50 ed è attualmente
diretta dal M° Alberto Tenzi, figlio del fondatore che ci dice;
“Recentemente la Scuola di Musica Tenzi ha pensato di ampliare ulteriormente la sua
offerta anche verso quelle persone che hanno desiderio di utilizzare il mondo dei suoni per
“accordare” il proprio corpo ai fini di un maggiore equilibrio psicofisico.
Da millenni le discipline orientali hanno insegnato ad utilizzare il suono della propria voce
per mettere in vibrazione i propri organi interni, riscontrando enormi benefici.
Questo avveniva nello Sciamanesimo e nel Nada Yoga come oggi è stato riscoperto
attraverso la musicoterapia, la cimatica o attraverso tecniche di risonanza come il canto
curativo e il massaggio sonoro. Ogni nota vibra a frequenze differenti ed ogni frequenza
trova sempre una sua risonanza armonica con un determinato organo interno al nostro
corpo.

Proprio come accade quando si “accorda” uno strumento musicale, possiamo dire che i
nostri organi si “accordano” per empatia, per simpatia e per risonanza con specifiche
frequenze, in modo da ristabilizzarsi e ritrovare il proprio equilibrio.
La materia è costituita da differenti vibrazioni, come il suono, la luce e l'Universo intero.
Ogni elemento può entrare in risonanza con altri fenomeni paralleli.
Già nel diciottesimo secolo il fisico tedesco E. Chladni si rese conto che la sabbia disposta
su di una lamina metallica assumeva forme e figure geometriche diverse a seconda delle
differenti note eseguite da un violino. Ancora più interessante è la scoperta che alcuni
disegni, generati da determinate frequenze sonore, corrispondono a precise strutture
cellulari di organismi viventi!
Ogni individuo possiede poi una sua nota tonica personale che è la propria impronta
digitale sonora ed esistono precisi esercizi per poterla scoprire.
In base a queste considerazioni, si ritiene inoltre che ad ogni differente e specifica
frequenza sonora, sia collegato un differente organo interno del nostro corpo, in grado di
entrare in risonanza e di accordarsi con la rispettiva nota corrispondente”.
“Appena Claudia", dice Manuela Birattoni (insegnante di canto moderno, Prenatal Tutor ed
Educatrice Professionale, moglie di M° Alberto Tenzi)," mi ha parlato del Mantra Gayatri
l'ho voluto provare, per 108 volte. Ho lasciato che il mantra lavorasse su di me aprendomi
ai suoi benefici effetti. Il sottile cambiamento che ho percepito è stato nel mio
atteggiamento verso l'esterno. Ero in pace con me stessa e grata per qualsiasi cosa
accadesse. Claudia mi ha detto: 'È cambiata la tua vibrazione'.
Quando canto o faccio vocalizzi il mio corpo si rigenera e guardandomi allo specchio
dell'aula di canto dove insegno, vedo il mio viso luminoso e armonioso. Mi sono chiesta
quindi cosa ci sia in comune tra il recitare i mantra e studiare canto. Intravedo i percorsi di
una e dell'altra pratica con tante diramazioni ciascuna: alcune corrono parallele, altre
hanno strade e mete diverse. La contaminazione può essere utile una all'altra.
Cantare un mantra per molto tempo può risultare faticoso senza aver prima riscaldato la
voce e aver alleggerito le tensioni muscolari. Le basi dello studio della tecnica vocale sono
proprio rivolte ad un uso corretto della respirazione e dell'emissione. Una persona che si è
già avvicinata allo studio del canto potrà sperimentare nell'esecuzione del mantra una
connessione profonda con i sentimenti universali dell'amore, della gratitudine e della pace.
Il cantare in coro è poi un privilegio di cui i partecipanti si rendono presto conto, essendo,
l'appartenenza ad un gruppo, uno dei bisogni profondi dell'essere umano.
Nasce così, negli spazi della Scuola di Musica Tenzi, la possibilità di concretizzare questi
percorsi, attualmente con la collaborazione di Claudia Dumitru Paraluppi che introdurrà il
mantra con il nostro supporto tecnico e prossimamente con altri progetti che abbiamo in serbo".
 


lunedì 23 ottobre 2017

Digiunando 7 giorni con te stesso

Ciao,
7 giorni di digiuno a solo acqua e due tisane....esperienza fatta!

 A giugno mi chiamano e mi propongono questo ritiro in un  resort fuori Mantova per fine luglio inizio agosto.

Inizialmente ho pensato di organizzare e coinvolgere più persone, poi alla fine ho deciso di partire da sola con l'organizzatore, Eugenio Pelosi, esperto di lunghi digiuni. Lì si sono aggiunti altri conoscenti e amici suoi.

Non voglio fare un racconto lungo e noioso dei 7 giorni che sono stati invece ricchi e pieni di sorprese. Per me non è stato difficile smettere di mangiare, i tre gg fatti in precedenza e il mio appetito, alquanto scarso, mi hanno aiutata. Ho avuto problemi invece reintegrare l'alimentazione. Il cuore sotto stress fisico ed emotivo, durante il digiuno ho avuto notizie brutte e pesanti (meglio lasciare cellullare a casa), una volta ripresa la alimentazione ha fatto sentire subito il suo sovracarico di lavoro, sono aumentate notevolmente le frequenze dei battiti cardiaci con le sue conseguenze; agitazione, malessere e preocupazione. Disturbi che sono durati  per quasi tre giorni dopo aver smesso di digiunare. Altri disturbi non ne ho avuti. Benefici tanti, ma questo ve lo racconto dopo. Ho conosciuto persone alla seconda esperienza, prima di 10 gg, senza nessuna conseguenza, ogni uno con il suo fisico e mente.

Mi piacerebbe soltanto dare due dritte a chi interessato a questo tipo di esperienza per evitare il FAI DA TE!

Chi può fare un digiuno assai lungo?
- persone in salute,  disturbi ammessi se non si è sotto farmacoterapie forti
- molto motivati e forti mentalmente (un partecipante è scappato  dopo la prima note di sogni a pasta e frutti di mare lasciandoci un biglietto "mi manca la mia famiglia")
- persone che possano ritagliare qualche giorno della loro vita quotidiana senza dover lavorare e vivere continuamente al telefono ed in rete durante il digiuno
- persone senza problemi cardiovascolari, attenersi ai consigli medici a questo proposito

Modalità
- alla prima esperienza assolutamente essere accompagnati da persone esperte che sapranno monitorare la pressione sanguinea e dare sopporto psicologico a bisogno
- valutare in base al peso corporeo il periodo di digiuno, persone molto magre o magre non più di tre giorni, si perde un media 500 grammi al giorno di peso nella prima settimana. Per una prima esperienza non più di tre giorni direi.
- andare via dalla propria abitazione, quasi impossibile digiunare a casa propria, si deve stare tranquillo in ambiente piacevole e senza il frigo pieno! La tentazione può vincere!
- scegliere bene la stagione, meglio la primavera, caldo tiepido. Io l'ho fatto ad agosto sotto un caldo cocente ed non è stato per nulla facile.
- ammesse piccole passeggiate, bagni in piscina,  lettura e tanto sonno. Nulla di sport o attività fisiche e mentali pesanti.
- bere almeno due litri di acqua al giorno, ammesse anche le tisane senza zucchero.
- ascoltarsi continuamente, al primo segnale di forte debolezza, carica emotiva negativa e battiti del cuore fuori normalità sospendere reintegrando all'inizio con succhi freschi di frutta, miele, tisane. Poi insalata con tanto olio e niente altro per due giorni.



Attenzione; riabituare il corpo a mangiare può essere più pericoloso che smettere se non si seguono le indicazioni giuste in questi casi.
Sono contenta di averla fatta questa esperienza che mi ha portato multipli benefici; mente più forte, più fiducia nel suo potere direi. Piccoli disturbi spariti, sono affetta dal morbo di Hashimoto e durante il digiuno ho preso regolarmente la mia dosi di ormoni. Sono sparite le vampate, i bruciori di stomaco o reflusso che ogni tanto avevo, migliorata la vista e la circolazione sanguinea.  La funzionalità intestinale molto buona dopo il digiuno. Umore e forza ottime, mente equilibrata e positiva. 
Durante questi 7 giorni mi sono conosciuta meglio e ho preso nota dei miei limiti fisici e mentali, presa di coscienza a 360 gradi direi.
Ho praticato yoga quando le mie forze me lo permettevano, meditazione e canti dei mantra di continuo nei momenti di debolezza. La concentrazione sul proprio corpo in questo periodo aiutava a incrementare l'energia e poter andare anche al cinema...perchè vi assicuro che ci sono momenti che diventa un impresa camminare a lungo. Le giornate hanno ritmi energetici diversi tra loro, la seconda e la terza sono le peggio dal punto di vista del calo energetico, poi si riprende una certa attività se si rispetta il proprio bisogno di riposo.
La gestione delle emotività che fioriscono durante il digiuno può essere impegnativa se non si è abituati a sentirsi e vivere di continuo con le proprie emozioni. Le persone che sono sempre prese dalla quotidianità potrebbero trovarsi a disaggio nel silenzio delle proprie emozioni. Molto utile anche questo passaggio, che il digiuno porta in superficie, per chi ha voglia di crescere spiritualmente. La purificazione del corpo apre la mente ed i sensi.

Consultandomi con un medico, dopo questa esperienza, mi ha consigliata di ripetere due volte all'anno soltanto tre giorni di digiuno alla volta e, fare un giorno di digiuno tutte le settimane. Raccomandazione che dava anche Dott. Veronesi. Riconosco il potere rigenerante di questa pratica s'è fatto evitando il rischio della propria salute fisica e mentale.