venerdì 20 marzo 2015

I preparativi per la festa

Comincia il fervore, la calma respirata fino ad ora nel centro piano piano svanisce.
Laboratorio Ayurveda
Arrivano i primi ospiti, familiari arrivati da molto lontano per assistere al Puja che si celebrerà tra qualche giorno. Nel centro sono da sola, gli ultimi pazienti sono partiti ieri pomeriggio, una donna con la sua figlia. Mi hanno fatto compagnia durante la settimana centrale del trattamento. Gauri e Saumya, così diverse dal mio modo di essere eppure con loro era così facile andare d'accordo. La madre, Gauri, non avrei mai detto che non era occidentale dovuto ai tratti somatici caucasici. Invece scopro ch'è originaria di New Dehli e vive a Chennai, dall'altra parte dell'India, rispetto a dove noi siamo.
Sono molto aperte e leghiamo subito anche perché in mezzo c'è la deliziosa figlia Saumya alla quale non si può non voler bene. Dolce, sveglia e furbetta. 
Scambio di idee, opinioni e tisane fanno sempre parte di un bell'inizio che porterà a sentirci molto più vicine durante i prossimi giorni. 
Capisco che la famiglia sarà presa dai preparativi e lascio spazio provando di guadagnare un pò di indipendenza. 
Il Puja che darà la famiglia è per inaugurare il centro e sarà una opportunità per me l'assisterci. Mi dicono che saranno due giorni di festeggiamenti con ceremonia religiosa e riti di bruciare le piante medicinali per il bene della professione medica dei miei ospiti.
Anche durante le mie terapie sento l'entusiasmo del personale, il quale mi chiede chi è arrivato e chi manca degli invitati, non ne ho idea ma muovo la testa a mo' di bambola per dire qualcosa. Della loro lingua non riesco a capire neanche una parola, suoni lontani che non vogliono diventare familiari alle mie orecchie. E con tutto questo non mi sento per niente persa. A volte mi sembra di essere proprio a casa, che strano è tutto.
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La pesante settimana centrale di panchakarma è finita con la purga di erbe e acqua calda, non so cos'è stato peggio; "timbrare" ogni tanto nella stanza da bagno o ricordarsi, per due ore, di bere un bicchiere di acqua calda ogni 10 minuti. Ma va tutto bene, non prendere più la pozione druida mi fa ballare di gioia, non ne potevo più...
Mi sento leggerissima, anche perché con tutti quei trattamenti, bagni di vapore e cibo leggero sono rimasta tipo grissino di trattoria del nord...
Manca qualche giorno e non ho ancora la blusa del mio sari. Mi prende le misure una ragazza piccolissima mentre io prego che la blusa possa essere indodossata, dopo la mia esperienza con i sarti di Jaipur non ho molta fiducia nel risultato. Una volta prese le misure mi levo il pensiero, anche perché a cosa serve!?

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Le stoffe in India sono meravigliosamente belle ma in questa zona ancora di più. Avrò modo durante i due giorni di festeggiamenti di ammirare dei bellissimi sari.

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Con un pezzo di stoffa di due metri riescono ad avvolgerti intorno al corpo uno stupendo abito da principessa.

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Intanto che l'attenzione su di me passa in secondo piano aproffito per chiamare un tuk tuk, tipico ape car transformato in taxi, e vado in giro. Gauri mi aspetta in città e mi fa da guida insieme a sua figlia. Comincia a fare caldo e loro sono gentilissime nell' aspettarmi con un bicchiere di succo di frutta fresca. 
Udupi è meravigliosa. Continuo a pensare a questo posto che mi ha rubato il cuore e la voglia di tornare è grande.
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Un giorno andiamo a Malpe, stupenda spiaggia a soli 30 minuti dalla clinica. Sono stata avvisata che se voglio fare il bagno deve essere per forza vestita... Perdo la voglia! Per noi è impensabile vivere la spiaggia come la vivono gli indù.
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Gli uomini fanno il bagno liberamente, noi donne no. Nessuno prende il sole, non ne hanno bisogno a quanto pare, la spiaggia è posto di divertimento e passeggio e incontri sociali. Ho visto anche gente andanre in bicicletta sul bagnasciuga ...la loro immaginazione e libertà di movimento mi da un pò di invidia.
Mi rendo conto che da noi sono più le proibizioni che le cose che possiamo fare . E' vero, viviamo in un mondo ordinato e pulito ma il prezzo da pagare non è indiferente, una lunga serie di divieti regola la nostra vita, divieti che rendono il popolo alquanto frustrato, almeno per anime ribeli come la mia.
Se vuoi una spiaggia similie alle nostre, con sdraio e posizione lucertola devi andare a Goa, 5 ore in treno, e trovi la spiaggia più turistica dell'India. Li si che puoi prendere il sole senza tirare in piedi una guerra civile tra i maschi!!!
Adesso ricordo che, appena arrivata, sono stata avvisata di fare attenzione a come mi sarei vestita anche dentro la stanza perché gli indiani hanno l'abitudine di guardare dentro se trovano la finestra aperta. In effetti sento che l'intimità in India è capita diversamente da come noi la viviamo. Dimentico l'avertimento e in una giornata di caldo sono sdraiata sul letto senza molta stoffa adosso, in teoria nessuno doveva guardare dalla finestra, in pratica arriva subito la persona che mi avvisa  che non sono a posto per lasciare la finestra aperta, potrebbero guardarti...mi scuso, chiudo e penso! .. chi se ne frega? Ma cosa hanno tanto da vedere? Un paio di gambe... A me non da fastidio ma a loro pare di si! Come siamo diversi...
Per la stessa ragione le donne devono fare il bagno vestite perché altrimenti gli uomini guardano. Ma voi direte che anche da noi guardano, è vero ma in un altro modo! Li se fermerebbe tutto e cinquecento indiani farebbero la fila davanti a te... Io mi immagino la scena e mi ammazzo dal ridere!! E un paese senza educazione sessuale e molto tradizionalista, sposano ancora la persona scelta dalle famiglie e le donne senza un marito non hanno una vita facile. La società non è disponibile ad accettarle e fanno fatica ad avere un lavoro o una casa in affito. Per noi da incubo! Se una donna va a iscrivere il suo bambino o bambina a scuola serve che sia presente anche il marito altrimenti non viene ammesso, quasi quasi sono contenta che da noi non puoi andare in bicicletta sulla spiaggia...
Tutte queste cose me le raccontano in modo indiretto, cioè non devi essere molto diretto nel fare domande, meglio scoprire le cose piano piano perchè sono orgogliosissimi della loro società e della loro cultura, almeno davanti a noi stranieri.
Loro non amano il nostro modo irruento di essere e di fare anche se, a quanto vedo, anche loro stanno cambiando e nelle grandi città tutto il mondo corre ...la corsa per una vita migliore è molto stretta, sono in tanti, si preparano con studi ad alto livello, vogliono anche loro il cellulare ultimo modello e la macchina bella o soltanto mantenere la famiglia.
Non tutti hanno la possibilità di studiare perciò chi può farlo non spreca il tempo, si preparano tanto perchè la meritrocrazia premia il migliore. Un bravo dipendente ogni tre quattro mese riceve un premio o un regalo ma stiamo parlando di gente molto qualificata, i lavori umili sono ancora lontani da queste regole.
In India il sistema pensionistico non copre come da noi, perciò la gente anziana deve essere sostenuta dai figli per poter tirare avanti, in questo senso i nuclei famigliari rimangono molto uniti e condividono le spese dei genitori.
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Onorare e curare i genitori fa parte del dovere della loro cultura e chi non lo fa viene visto molto male dall'intera società, e lì la società non perdona. Questo fa molto onore a loro, vedo molto rispetto per la gente anziana e gli anziani sono sereni, sorridono e sono in pace col mondo in mezzo alle loro famiglie.
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Tornando dalle mie passeggiate in città rimango meravigliata dalle decorazioni che in un batter d'occhio sono state
sistemate in tutta la struttura.
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Colori vivi che riempono l'anima di gioia. Comincio a sentire anche io l'agitazione per l'evento di domani. Tutti gli ospiti sono arrivati, chiaccheroni e sereni passano il tempo a ridere e riposare. Mi spiace non capire le loro parole perché sento che si divertono tanto tra di loro. Anche se sono in tanti non sono per niente chiasossi, ridono e parlano in un modo sereno dando spazio a turno a ognuno di loro. Ricordo le rimpatriate da piccola, in famiglia con tutti i cugini e zii e mi rendo conto quanto eravamo vivaci tutti quanti, fin troppo direi...a volte la festa lasciava anche qualche malinteso tra i grandi e qualche zuffa tra i piccoli perché, lo penso adesso,  tutti venivano accompagnati dal signor IO...
Nei due viaggi che ho fatto fino ad ora in India non ho sentito alcuna rissa, tranne un ragazzo ubriaco in un supermercato che aveva da dire un pò a tutti. Mi raccontano che sta prendendo, tra la classe bassa, la moda di andare al bar dove consumano super alcoolici anche se tutti i bar si chiamano "Wines" e non è ben visto frequentare questi posti. L'alcool non fa parte della loro cultura e non si trova nei supermercati come da noi, non viene servito in nessuna funzione o festa, neanche nei matrimoni.  La cosa divertente l'ho vista sul aereo, alle 10 del mattino alcuni uomini consumavano già del whisky, per noi impensabile a quell'ora, perchè li su è gratis invece a terra costa veramente tanto. Uguale con il menù in volo, tutti intorno a me chiedevano il pollo e io pensavo ma sono indù dovrebbereo essere vegetariani !! invece scopro che il pollo a terra costa tanto e cosi quando viaggiano approfitano l'occasione e per questo i panini al pollo finiscono per primi. Io invece mi sono beccata un panino vegetale ai grani di mais.
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Tornando ala nostra festa, ho capito a cosa servono le polveri colorate che avevo visto nei negozi di Udupi. Appena svegli una ospite comincia disegnare a mano libera tutto il cortile dove saranno i festeggiamenti. Rimango impressionata dalla precisione con cui disegna e le proporzioni giuste del risultato mi dimostrano che lo fa molto spesso. Una volta più ammiro il loro modo di essere, di stare insieme e di rendere tutto così sereno e pieno di gioia e vita.

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